TRENI NUCLEARI: rinviati i passaggi?


Sai che in Piemonte di notte passano treni pieni di scorie nucleari?
Sai che i trasporti continueranno fino alla fine del 2013?

Pare però che gli ultimi trasporti previsti sia per il 26 novembre sia per il 10 dicembre SIANO STATI RIMANDATI all’anno prossimo perché ci sono state delle fughe di notizia in Italia…strategia o verità? Infatti eravamo TUTTI (noi attivisti e informati sull’argomento) al corrente di questi passaggi e qualcuno aveva comunicato la cosa anche alle amministrazioni locali, e in queste ultime settimana alcuni consiglieri comunali (oltre alle interrogazioni in consiglio regionale) del MoVimento 5 stelle e/o di altre liste civiche avevano chiesto informazioni ad assessori e sindaci tramite interrogazioni e ordini del giorno.

Questo è quello che ha risposto il Sindaco di Grugliasco (giudicate voi):  https://domenicomonardo.files.wordpress.com/2012/11/interrogazione-grugliasco-5-stelle-treni-nucleari.jpg

Questo è quello che ha risposto il Sindaco di Collegno: https://domenicomonardo.files.wordpress.com/2012/11/scorie-nucleari_risposta-sindaco-collegno.pdf

Avevo avvisato alcuni consiglieri e la Giunta del passaggio del treno nucleare di luglio 2012, come viene riportato dallo stesso consigliere nel suo blog in questo articolo: http://civicacollegno.blogspot.it/2012/07/da-saluggia-raggiungono-la-francia.html

Da qui l’interrogazione presentata dalla Lista Civica per Collegno che gentilmente mi ha inviato la documentazione: https://domenicomonardo.files.wordpress.com/2012/11/24-7-2012-scorie-nucleari.pdf

(cito chi ha depositato l’interrogazione SOLO per correttezza e informazione)

Il trasporto rimandato sarebbe stato il quarto trasporto di scorie dal deposito “provvisorio” di Saluggia all’impianto di riprocessamento di La Hague.

Nonostante le autorità preposte alla tutela della nostra salute abbiano sempre fatto di tutto per tenerlo segreto, pur avendolo appreso pochi giorni o persino poche ore prima, gli attivisti contro il nucleare si sono dati da fare:

  • La prima volta, nel marzo 2011 alla stazione di Condove, la polizia picchiò e arrestò due No Nuke.
  • La seconda volta nell’aprile 2011, qualche centinaio di attivisti si sedette sui binari della stazione di Avigliana per rallentare il treno. La polizia portò via uno ad uno i cittadini ma il muro del silenzio venne abbattuto. I trasporti sono stati interrotti per 15 mesi sino allo scorso luglio.
  • Infatti a luglio 2012 ripresero i trasporti quando per far passare il Castor, arrivarono a sequestrare per ore ed ore un treno pieno di attivisti alla stazione di Bussoleno. E tra l’altro hanno anche utilizzato il ”treno verde” suscitando proteste trasversali. Io ero presente alla stazione di Collegno quando il treno transitò.

Grazie a queste azioni una piccola parte di chi abita sul percorso di questi treni ha potuto sapere dei rischi che correva. A questo proposito la Regione Piemonte ha una legge che prescrive che venga fatto un piano di emergenza in caso di incidente a uno di questi treni.
In base a questa normativa tutti quelli che abitano nel raggio di tre chilometri per lato dalla ferrovia dovrebbero fare le esercitazioni nel caso uno di questi treni deragliasse o saltasse per aria. I responsabili delle ferrovie, il sindaco, la prefettura, la questura pare non vogliano dire nulla.

Per tali operazioni, le direttive comunitarie Euratom del 1989, il decreto legislativo nazionale 230/1995 e la recente legge regionale 5/2010 prevedono una comunicazione preventiva alle popolazioni interessate dal rischio di emergenza radiologica “sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare”.

Tra l’altro il MoVimento 5 stelle Piemonte aveva anche depositato un ricorsohttp://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2011/04/il-treno-delle-scorie-finisce-in-tribunale.html

Parteciparono al ricorso anche il Comune di Villarfocchiardo, in qualità di Comune posto lungo il percorso delle scorie e garante della salute dei propri cittadini, e la Federazione Nazionale Pro Natura, in qualità di associazione che si adopera per una tutela dell’ambiente che tenga conto delle esigenze biologiche e culturali dell’uomo.
Nelle more degli esiti del procedimento e quindi finché non sarà fatta chiarezza sulle procedure sin qui applicate, con l’auspicio dell’annullamento del dpcm 44/2006 e della Deliberazione della Giunta Regionale 25-1404 del 19 gennaio 2011, dei Piani di Emergenza Provinciali così adottati, e l’adeguamento alla normativa comunitaria, chiedevano una sospensione immediata e totale del trasferimento del materiale radioattivo. Infatti non avrebbe senso continuare con i trasporti ed avere una sentenza successiva che non può riparare il danno fatto.

A Viareggio l’incidente ad un treno di materiali chimici ha fatto morti e feriti. Immaginate se toccasse ad un treno pieno di scorie altamente radioattive.

Ogni tanto le prefetture piemontesi pubblicano norme da seguire in caso di incidente. L’unica misura consigliata a chi abita dinanzi la linea ferroviaria è chiudersi in casa. Sappiamo che non basta chiudersi in casa per sfuggire alle conseguenze di un incidente nucleare.

Secondo i ricercatori dell’università californiana di Stanford i danni alla salute causati dal disastro nucleare in Giappone seguente al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo 2011 saranno enormi. Tra 15 e 1.300 morti, e tra 24 e 2.500 casi di cancro.

Il governo, la Regione i sindaci non ci dicono niente perché temono che la gente magari si ribellerebbe. L’85% delle scorie radioattive prodotte in Italia sono concentrate a Saluggia, Trino Vercellese e Bosco Marengo. Dopo quasi venticinque anni dalla chiusura delle centrali nucleari italiane la questione delle scorie non è stata risolta. E non lo sarà mai, perché le scorie restano pericolosissime per la salute umana e per l’ambiente per decine di migliaia di anni. Lo scorso mese il governo ha deciso di smantellare l’ex centrale di Trino vercellese: al suo posto faranno un secondo deposito ‘provvisorio’. Che fortuna!

In nessun paese al mondo c’è un sito definitivo per lo stoccaggio. Costi altissimi e l’opposizione delle popolazioni coinvolte hanno fatto sì che le scorie rimanessero nei pressi delle centrali. Ma dove vanno e cosa succede in pratica?

I trasporti che stanno facendo a nostra insaputa sono diretti in Francia. Nell’impianto di La Hague, le scorie vengono “riprocessate” e poi rimandate in Piemonte.

Radioattive e pericolose come prima, perché a La Hague si limitano estrarre il Mox, un combustibile per le centrali, e il plutonio che serve ad una sola cosa: fare le bombe atomiche. Il sito di Saluggia non è sicuro: nell’ultima alluvione le falde sono state contaminate.

Se uno dei treni diretti in Francia deragliasse, se qualcuno lo scegliesse come obiettivo e lo facesse saltare, se ci fosse una scossa di terremoto mentre attraversa il basso Piemonte, da Vercelli, attraverso Asti, Alessandria, la provincia di Torino e, infine, la Val Susa sino al confine migliaia di persone dovrebbero essere evacuate e tutti rischieremmo la vita. Ne vale la pena?

Io e tanti altri pensiamo che questi trasporti debbano cessare o quantomeno si inneschino processi di informazione, prevenzione, sicurezza. Null’altro che fare applicare le normi vigenti, comunali, regionali, nazionali, europee.

Gli stipendi agli attori coinvolti vengono pagati da noi cittadini per tutelarci e informarci, non per nasconderci le cose. Sono i nostri dipendenti e noi siamo i loro datori di lavoro.

(questo post è stato scritto anche utilizzando alcune fonti già presenti, segnalatemi incongruenze)

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Pubblicato il 23 novembre 2012, in Attivisti, Censura, Consiglio regionale Piemonte, Estero, Francia, MoVimento 5 stelle, Pensieri e politica, Torino, Treni nucleari con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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